Mi stupisce che tutto questo è fondato su un equivoco.
Voglio dire che tutto che facciamo per il progetto teatro, i due spettacoli, e tutta la preparazione, viene dal visione di tu, Matteo, e dall’opera teatrale di Dario Fo, che ha, al fondo, un equivoco.
Il primo giorno del semestre, ho domandato a Cassie che ora di tutorial aveva scelto per il mercoledì. Potevo frequentare o le dodici o l’una, ed avevo scelto l’una. Lei aveva scelto il mezzogiorno, e allora ci ho cambiato. Il giorno prossimo, ho imparato che Paddy anche venirebbe al mezzogiorno, ed ero contento perché così sarei con gli amici per il progetto teatro. Al tempo, mi sembrava che fosse una decisione piccola, senza grandi implicazioni. Come mi sono sbagliato!
Ora sono contentissimo di questo cambiamento. Tutti noi siamo un gruppo vero, siamo felici, siamo bene insieme. L’anno prossimo, e forse ancora l’anno dopo, penso che ognuno starà per la maggior parte con gli amici dal suo gruppo di teatro.
La regista dell’anno scorso che aveva avuto dei problemi di “personalità” nel suo gruppo ci ha detto che non fosse una buona idea fare questo spettacolo con un gruppo di amici. Ma non è vero. All’inizio, eravamo un’amalgamazione di piccoli gruppi di amici – per esempio, Lucy, Anna, e Isabelle; Lorence e Andrew; James, Stefani, e Giulia. Ma poco a poco, ci siamo trovati più e più un vero gruppo di amici.
Il mio compito è stato scrivere le parole e la musica per le canzoni in inglese con cui spiegheremmo cosa succede. Sapevo che potrei sentirmi molto solo, e forse mi mancherebbe la motivazione se sentivo isolato. Allora sono andato alle prove, ogni martedì dal mezzogiorno alle due, nella sala che Paddy ci aveva trovato libero: la sala grande con computer, proiettore, e pianoforte, a Cussonia Court. Ecco perché ci chiamiamo Cussonia Theatre. Qui noi abbiamo lavorato, qui noi ci siamo divertiti, qui la nostra opera è cresciuta, qui quello che vedi oggi ha preso forma. Facendo parte del gruppo, vedendo quello che facevano gli attori, potevo lavorare con entusiasmo a casa mia. Potevo pensare dei miei amici, e sapevo che facevamo questo insieme, e pensando a loro, ho letto il testo di Dario Fo, e ci ho cercato il significato, e ho scritto le parole, e ho scritto la musica.
Nel nostro gruppo, Paddy e Cassie erano i soli che sapevano che scrivo la musica. Volevo mostrarlo a tutti, ma la mia motivazione è difficile a spiegare. Volevo mostargli che non esageravo, che veramente potevo fare quello che avevo promesso. Per essere accettato? Per mettermi in mostra? Forse perché la più grande influenza sul mio amor proprio è cosa pensano gli altri della musica che scrivo. L’introduzione mi è venuta in mente molto presto, e ho potuto suonarlo da circa la quarta settimana. E gli è piaciuta, hanno detto che è molto orecchiabile.
Mi è piaciuta la regia di Paddy. È un buon leader. Spesso si fidava di noi, ci lasciava fare quello che dovevamo, per esempio, io con la musica, o Giulia e Stefani con i costumi e le scene. Non gli ho dato la musica finale prima del lunedì di swotvac, quattro giorni prima del primo spettacolo! E non devo dire che canta molto bene.
Voglio ringraziare tu, Matteo, per aver avuto quest’idea e per darci quest’opportunità, e anche il gruppo, e tutti coinvolti. Perché? Non potrei esprimere tutto. Non mi sono mai divertito tanto nella preparazione per uno spettacolo. Non mi sono mai sentito a proprio agio, o così felice, con un gruppo di più di dodici persone. È stata un’esperienza meravigliosa e unica.
Gli spettacoli sono andati molto bene. Noi siamo tutti contenti di cosa abbiamo fatto. Anche quelli che hanno cominciato molto tardi hanno fatto il loro compito molto bene. E non è finito: ci sarà probabilmente una festa. E un voto.
E dopo tutto questo, l’anno prossimo e ancora dopo, ci saranno gli amici con cui condividere questi ricordi.
Che equivoco bello!
Ma quanti questi sera?!
ReplyDeleteMi fa piacere che ti sia divertito molto ma soprattutto che sia stata un'esperienza profondamente educativa...
Anch'io avrò sempre dei bei ricordi...grazie..